sabato 13 febbraio 2021

Archeologi Sardi e valorizzazione del patrimonio archeologico sardo

di Mauro Peppino Zedda

La Soprintendente alle antichità Maura Picciau ha denunciato il sindaco di Cabras, Andrea Abis, che martedì mattina 9 febbraio le ha vietato l’ingresso al museo dei Giganti.


 

Perché si è arrivati a questo punto? Perché la comunità di Cabras si oppone alla richiesta di portare le statue a Cagliari per restaurarle. Per il semplice motivo che teme che non le riporteranno più a casa loro.La mancanza di fiducia dei cabraresi non è fuori luogo, le soprintendenze di Cagliari e Sassari si comportano con le zone interne della Sardegna come se fossero territori da cui depredare i beni culturali, e di queste “rapine” sono responsabili gli archeologi sardi non certamente i politici

La comunità cabrarese ha ricevuto la solidarietà di tanti sindaci e del Governatore della Sardegna Cristian Solinas che afferma:

«I Giganti di Mont'e Prama sono un bene identitario, una ricchezza di tutta la Sardegna e patrimonio storico e archeologico di un territorio che è e deve restare la loro casa naturale, non solo da un punto di vista simbolico ma anche in chiave di sviluppo. […] Le stesse operazioni di restauro possono rappresentare un'attrazione turistica, come avviene di consueto in molte aree archeologiche, e fornire un'occasione di sviluppo per le comunità locali» (fonte Ansa).

Penso che sia maturo il tempo in cui gli archeologi sardi comprendano che il patrimonio archeologico e culturale della Sardegna debba essere valorizzato nei territori in cui viene rinvenuto. Tutte le statue di Monti Prama dovrebbero stare in un unico Museo, a Cabras ovviamente.

 

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