mercoledì 1 settembre 2010

Sugli ingressi dei nuraghi

di Alessandro Mannoni

Vorrei porre una questione ai sostenitori ad oltranza della funzione militarista, anche nella sua recente versione “annacquata taramel-lilliana”, (come la definisce M.P. Zedda in Archeologia del Paesaggio Nuragico).

Come mai gli abilissimi costruttori nuragici nel realizzare le loro poderose fortezze frutto di “un’arte militare molto evoluta” - nelle parole di Lilliu del 1988 - in cui confluivano formule e soluzioni costruttive interne e conoscenze e insegnamenti dell’arte fortificatoria di popoli esterni, tenevano però in così scarsa considerazione quello che tradizionalmente viene ritenuto il punto debole per eccellenza di un sistema difensivo murario chiuso, cioè l’ingresso?

Dove sono le tracce certe (non quelle derivanti da riutilizzo posteriore) di solidi portoni, grate, cardini; dove le ridotte, le mura angolari, i fossati e tutti gli altri stratagemmi che storicamente sono stati utilizzati dagli architetti militari per proteggere gli ingressi delle fortezze dal “prolungato attacco di eserciti invasori, forse in possesso di congegni militari tra i più efficaci, come arieti e altre macchine di attacco e tiro”(Lilliu cit. pp. 505 e seg.)?

Possibile che questo “sistema di massima sicurezza” si basasse esclusivamente sulle ridotte dimensioni degli ingressi (comprensibili peraltro sulla base di esigenze statiche di molte delle strutture) e sulle torri tangenti alle mura poste (e non sempre) a protezione dei varchi?

55 commenti:

  1. @ Mannoni,

    Guardi che le porte c'erano! sia Antonio Taramelli che Giovanni Lilliu hanno scritto che i nuraghi venivano chiusi con degli enormi massi, alla Hanna & Barbera per intenderci!

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  2. In un agglomerato di sole pietre di ogni dimensione e taglio, quello della chiusura dell’angusta porta è un falso problema.

    Pisinéke

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  3. Mauro, non usare l'anonimato...tu solo puoi ricordare dove è scritto Hanna&Barbera! Invece c'è da ragionare sul fatto che fosse una struttura aperta, dove ognuno poteva entrare ed uscire. Oggi sarebbe così: quando la porta è aperta, significa che si può entrare, che sei gradito, sei invitato, non c'è niente da prendere o rubare! ma questa categoria è estendibile anche al passato nuragico?
    Se, muovendomi in un territorio che non conosco e trovo un nuraghe, mi può aiutare a capire dove sono, nel territorio di chi, quale sia la stagione, dove posso trovarne altri? Ovvio parlo dei nuraghi senza Villaggio. Non ho mai creduto che tutti fossero presidiati, specie i monotorre!
    Bah, devo pensarci!

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  4. Appartengo alla schiera dei sostenitori della funzione militare di molti nuraghe (diciamo un migliaio su 8000), ma ho sottolineato più volte che la funzione difensiva non è da immaginare come quella dei castelli medievali.
    La maggior parte sono torri singole con funzione di controllo del territorio, legate a vista con altre torri con le quali potevano comunicare eventuali pericoli e allertare rapidamente il nuraghe principale (il polilobato) che poteva provvedere per tempo con le tecniche di difesa adeguate al tipo di attacco (che certamente non proveniva da gruppi numerosi di guerrieri organizzati).
    L'utilizzo dell'ariete è da escludere fra le tecniche di guerra dell'epoca nuragica (almeno in Sardegna) e sarebbe troppo semplice smontare una teoria che ipotizzi un attacco con ariete verso un ingresso di nuraghe, magari posto su un colle (al limite erano facilmente attaccabili accendendo dei fuochi sottovento). La presenza di fossati o altri stratagemmi è basata su eventuali attacchi da parte, come affermato nell'articolo, di eserciti invasori, ma è impensabile proporre anche questo tipo di attacco per il semplice fatto che in quella tipologia di società sarda non c'erano eserciti.
    A mio avviso l'articolo postato non è impostato correttamente, e per dimostrarlo chiedo al Mannoni di indicare la composizione di un esercito intenzionato ad attaccare l'ingresso di un qualsiasi nuraghe polilobato, e in che modo questo esercito avrebbe superato le varie barriere difensive (frecce, lance, sassi lanciati con fionde, trappole, agguati...) prima di trovarsi davanti all'ingresso della residenza del capo.

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  5. Ciao Franco,
    io pensavo che il simpatico ironico anonimo delle 14.43 fossi tu!!
    Comunque visto che non sei tu (ti credo sulla parola) e neppure io , sarà sicuramente qualcuno che ha letto il tuo bellissimo libro (Accabadora), e dove hai dimostrato che il nuraghe è un edificio aperto.

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  6. @ Pisinike,
    può spiegarsi meglio?
    In una struttura difensiva mi pare che l'ingreso sia questione di fondamentale importanza (assieme ad altre che verranno esposte prossimanente) e non un falso problema!

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  7. Caro Pierluigi,
    in attesa che ti risponda Alessandro ti rispondo io.
    Pare che tu ragioni al contrario, prima spari le conclusioni e poi adegui il corollario alle conclusioni.
    Per te il nuraghe è una fortezza in grado reggere un assedio?
    é in grado di ospitare gli abitanti del villaggio e gli armenti?
    Perchè i villaggi non mostrano segni di fortificazione?
    Perchè le tue presunte fortezze sono astronomicamente concepite?

    Che i nuraghi siano astronomicamente concepitiè un dato di fatto, mentre l'idea del nuraghe fortezza è madre di ogni sciocchezza!

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  8. L'uso dell'ariete è ipotizzato da Contu. Ma non contro le porte, bensì contro l'antimurale. (se vuoi, Pierluigi, ti mando la memoria di Ercole Contu, estratta da un Bollettino archeologico..)
    Che bell'idea le torri di controllo territoriali e poi col fuoco in cima mandavano i segnali di fumo...
    L'idea, molto poetica, è di Atzeni "passavamo leggeri..= dai nuraghi si alzavano le fiamme...hai presente i laser che segnalano le balere? Bagliori nel cielo!
    E il capo del villaggio che si sgolava: "Quante volte vi ho detto di non far fuoco, che poi vengono tutti qua a mangiarci le caldarroste!
    E sai quali erano i proiettili per le fionde? Me l'ha in gran segreto confidato la Campus (archeologa, Ozieri): erano le palle litiche, tipo quelle conservate ad esempio a Torralba, S. Antine...
    Quindi 1000 su 8000 erano fortezze. Non tutti, solo qualcuno. Mi viene in mente quella ragazza rimasta incinta, che si giustificava: "Mica l'ho preso tutto, solo un pochino!"
    Sostengo che i campanili sono stati costruiti per scopo militare. Dall'alto si controlla il territorio (e le pecore). Si avverte suonando le campane e così la gente si ritira nei rifugi. Durante la resistenza i cecchini sparavano, nascosti sul campanile, ai nazisti. E poi correvano in chiesa, ma dovevano arrivar prima dei nemici e dire "tana" e nessuno poteva fargli alcunché.
    Sostengo, 500 su 8000, che i nuraghi erano stalle per i mufloni incrociati con i cavallini della Giara: La stratgrafia ha messo in luce 1m di cacca fossilizzata...(le analisi sono iniziate solo 40 anni fa e aspettiamo i risultati: ogni riferimento a monte Prama è illecito)
    Lasciamo per una volta almeno di parlare di come ci si sono serviti nel tempo dei nuraghi e proviamo a parlare delle motivazioni che hanno spinto i sardi a rompersi le palle e la testa per costruire,ORIGINARIAMENTE, i nuraghi.

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  9. Alessandro Mannoni1 settembre 2010 23:30

    @ Montalbano

    Concordo con le sue osservazioni: ipotizzare i nuraghi come tanti castelli medioevali attrezzati per resistere all’attacco di eserciti organizzati provvisti di macchine da guerra e arieti è fuori luogo per l’epoca nuragica.
    Il problema è che non sono stato io ad impostare il problema così, ma Lilliu, di cui il mio virgolettato era una citazione letterale ed il resto più o meno una parafrasi di quanto scriveva nel 1988.
    Penso siamo quindi d’accordo che la visione che Lilliu ha della funzione militare dei nuraghi non regge più: i nuraghi, se fortezze, non erano attrezzati per assedi di eserciti, numerosi, organizzati e provvisti di macchine e d’altronde il problema i nuragici non se lo ponevano perché in Sardegna tali eserciti e tali tecniche offensive a quanto pare non esistevano ancora.
    Resterebbe sempre il problema dei famosi attacchi dall’esterno… ma anche in tal caso si potrebbe sempre ipotizzare che i nuragici non ne abbiano mai dovuto subire in grande stile.
    A questo punto però le chiedo: se tali eserciti non c’erano nell’isola e non arrivavano dall’esterno, o perlomeno i nuragici non ne temevano lo sbarco, che senso aveva passare il tempo a costruire “fortezze” di quel genere? Da cosa avrebbero dovuto proteggersi? Da bardane?
    Le scaramucce, le bardane, le piccole razzie, i furti, non son diretti contro le fortezze: avvengono con tecniche che definiremo di guerriglia, magari col favore delle tenebre, velocemente. A che pro dunque quei bastioni? Cosa o chi dovevano proteggere? Non i villaggi ed i loro abitanti, che stranamente non erano fortificati e difficilmente avrebbero potuto trovar rifugio in gruppo nel nuraghe (per ragioni evidentemente di spazio e quindi anche di movimento dei difensori), né tantomeno greggi, armenti, beni e quant’altro.
    L’unico protetto sarebbe stato il reuccio locale, il piccolo capo cantone, o il re tribale, se vogliamo rispettare la gerarchia ipotizzata da Ugas. Con buona pace in tal caso della figura del “re preposto – cito Ugas – alla sicurezza e alla tutela dei valori sociali ed economici del territorio della comunità”, che invece di guidare il suo popolo contro il gruppo nemico si nasconde al sicuro dentro la sua residenza fortificata abbandonando la sua comunità. Che il nuraghe a questo punto fosse una specie di “prigione dorata” del re per difenderlo dai suoi?
    Ma che potere dovevano mai avere queste migliaia di re tanto da convincere o costringere il loro popolo ad investire tante energie, risorse e tempo per costruirsi delle residenze fortificate a loro uso e consumo in una gara continua a chi …c’è la più grossa (le reggia nuragica intendo!!).
    Re per giunta anche un po’ stravaganti, perché per complicare la fatica dei loro poveri sudditi, avevano ben pensato tutti insieme di allinearle pure, le fortezze, secondo precisi parametri astronomici e geometrici!

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  10. Vi racconto due storie accadute nel 2004 nell'Università di Cagliari.
    In una lezione di Giovanni Ugas chiesi: scusi professore dove sono le porte dei nuraghi? mi rispose: come non le vedi? no che non le vedo, per me i nuraghi non avevano porte!, risposi. Ugas disse: Peppino non dire sciocchezze!Da dove entravano secondo te! Dagli ingressi professore, per me porte non ne avevano!
    Con l'amico Giovanni si sviluppo la simpatica scenetta, qualche tempo dopo ad una lezione di Peppina Tanda, chiesi: scusi professoressa come li chiudevano secondo lei gli ingressi dei nuraghi? La risposta della Tanda fu stupefacente: con dei rovi!
    Fra tutte le risposte possibili, penso che non esista risposta peggiore di quella enunciata dalla Tanda.
    Insomma la Tanda sostenitrice del nuraghe fortezza riteneva che un bel mucchieto di rovi di fronte all'ingresso fosse una adeguata chiusura!

    saluti

    Mauro Peppino Zedda

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  11. Sono giovane Alessandro, preferirei mi dessi del tu. Visto che siamo d'accordo su alcuni punti passiamo alle tue domande.
    Mi chiedi che senso aveva costruire fortezze di quel genere...
    La storia dei nuraghe è molto lunga e complessa ed è difficile rispondere sinteticamente senza citare i lavori degli studiosi, ma ci proverò.
    Si inizia con le capanne tipo Sa Turricula, ossia strutture mezzo interrate e coperte con legname (i nuragici erano falegnami straordinari vista l'abbondanza di materia prima e la loro abilità architettonica). Potevano essere utilizzate come abitazioni, rifugi per uomini o animali (ti rimanderei ad un articolo che ho pubblicato sui recinti a Creta nel primo neolitico). Se ipotizziamo una struttura sociale che si evolve verso la gerarchia generica di quell'epoca (capi, sacerdoti, militari e popolo di artigiani, con le varie variabili che non elenco per brevità), si materializzano immediatamente dei piccoli villaggi (a Dedalo piacciono i chiefdom e condivido questa possibilità) privi di mura e aperti verso gli scambi con l'esterno. Con l'introduzione dei metalli cambia qualcosa nelle gerarchie ed è necessario accumulare risorse per gli scambi. I più abili riescono ad arricchirsi e a richiamare genti dall'esterno per aumentare i membri della comunità.
    Il capo di questi villaggi riveste vari ruoli e penso che si circondi di collaboratori ai quali concede privilegi. Si crea, in sostanza, una corte che provvede ai bisogni del capo e si struttura a seconda delle necessità del popolo. A questo punto nascono i primi edifici chiusi con pietre e non più con legno. Sono utilizzati per vari scopi, compresi quelli di luogo di culto, di protezione delle risorse importanti, adatto per i cerimoniali...un edificio ad uso pubblico ma gestito dalla corte. Ovviamente viene orientato secondo le abitudini di una comunità agricola che vede il sole come fonte di vita, l'acqua come bene primario da tutelare e tutte le belle cose che già sappiamo.
    Quando iniziano le lotte per il potere (ereditario o per nomina non è importante stabilirlo per questo discorso) si crea l'esigenza di accontentare figli, guerrieri importanti e quei personaggi che ruotavano intorno alla figura del capo. Vengono concesse terre vicine alla capanna fortificata e alle capanne circostanti e si viene a formare una società di tipo feudale (lasciami passare questa sintesi perché altrimenti si complica molto il discorso).
    I capi più importanti devono mostrare il segno della propria condizione privilegiata, e si adoperano per sfruttare le risorse dedicandone una parte alla costruzione di strutture sempre più imponenti.
    Se questa premessa corrisponde a ciò che accadde...il seguito è facile da intuire. Se, al contrario, si pensa che la società fosse un "volemose bene" stile figli dei fiori...allora tutto ciò che ho scritto fino ad ora crolla come un castello di sabbia.
    Chi sostiene che i nuraghe fossero edifici per il culto (esclusivamente) dovrebbe spiegare come si creò e mantenne per tanto tempo una società unica al mondo (non mi pare che esistessero casi simili), ricca di risorse minerarie e di altro genere, priva di difese, dedita all'osservazione degli astri e in grado di edificare 8000 strutture in pietra che resistono ancora oggi e che, in alcuni casi, sfioravano i 30 metri di altezza con 3 piani sovrapposti fuori terra. Edifici che erano secondi solo alle grandi piramidi egizie.

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  12. "La risposta della Tanda fu stupefacente: con dei rovi!"

    Se solo per avventura questa risposta fosse stata da un Dilettante tacciato di fantarcheologia (magari perchè shardanomane o atlantideo ) in un qualsiasi Forum (anche quelli più eretici che frequento io) non gli si sarebbe accordato un attimo di respiro in più: sarebbe stato scorticato e impilato alla maniera di Vlad Tepes.

    sono queste le interpretazioni lasciate andare come piume in balia del vento a danneggiare la credibilità dell'archeologia isolana e infine degli archeologi.

    alcuni però interpretano la critica portata a questo genere di frasi come atti di lesa maestà: soprattutto se provengono dai c.d. fantarcheologi.

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  13. Caro Pierluigi,
    l'ho ben spiegato (credo) in Archeologia del Paesaggio Nuragico.
    Tu pieghi la realtà, il dato, alla tua idea (come fa Ugas), insomma trasformi i campanili in edifizi militari (come ha cercato di spiegarti Laner e Mannoni, ma tu non riesci a capire).

    Lo capisci o non lo capisci che bisogna partire dal dato per capire l'idea?

    Come non capire che è profandamente illogico considerare il nuraghe come fortezza (come fa il tuo maestro Ugas) perchè vi era un presunto (secondo voi) bisogno di fortezze.

    Parti dunque (se ci riesci) dal dato, analizza quali sono i motivi per cui un nuraghe potrebbe essere una fortezza e soprattutto i motivi per cui non può esserlo.

    Ma tieni presente che in una teoria ci possono essere mille prove che portano ad una soluzione, ma ne basta una contraria per far capire che quella soluzione è erronea!!

    saluti

    mauro peppino

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  14. Vedi Mauro, i dati oggettivi sono proprio quelli archeologici. Se trovo una spada...sono costretto a pensare che una società utilizzi le armi. Se trovo un muro in pietra, sono costretto a pensare che una società ha deciso di impedire l'accesso a qualcosa o qualcuno, altrimenti l'avrebbero fatto in altro materiale.
    Se quel muro è alto...significa che si voleva impedire, oltre l'accesso, anche una facile visibilità dall'esterno. Pensi davvero che un luogo di culto debba essere tenuto nascosto alla vista dall'esterno? Se fosse un tempio, perché edificarlo con tre piani sovrapposti? Perché circondarlo con un poderoso bastione? Come vedi i dati oggettivi sono questi...non certo la religiosità o l'orientamento verso le stelle. Sono d'accordo con te quando affermi che i nuraghe sono orientati secondo precise direttive, ma sei proprio certo che le motivazioni che hanno indotto i costruttori fossero ideologiche e non pratiche (come ad esempio conoscere i cicli lunari e solari per la semina e la raccolta)? Sei convinto, come Franco, che volessero rappresentare il cosmo? Quali sarebbero i dati oggettivi, ossia quelli archeologici?
    Se giriamo la frittata entriamo in un campo minato per entrambi.

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  15. Pierluigi, Seguendo la tua logica una piramide sarebbe la camera di massima sicurezza del capo!
    Un muro non significa in modo inequivocable che ci trovi di fronte ad una fortezza.
    Una spada idem, potrebbe avere anche un senso di sacralità in un tempio.
    In quanto al significato astronomico dei nuraghi è l'unico datto certo e inequivocabile che conosciamo sui nuraghi. Non si tratta di ipotesi ma di dato certo, controllabile e verificabile.
    Vieni a Brabaciera e scoprirai (se hai un minimo di conoscenza in geometria) che la dislocazione dei nuraghi segue un piano astronomico inequivocabile.

    Nti prego di non dirmi che la dislocazione astronomica dei nuraghi è figlia di un pensiero militare!!

    Che Ugas e compagnia siano stati sordi e ciechi per vent'anni sono affar loro, tu sei libero di seguire le strade che vuoi e di metterti il paraocchi e turarti le orecchie!


    saluti

    mauro Peppino

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  16. Gentile Mauro Zedda

    Non trovo così sconsolatamente debosciata l' ipotesi ricostruttiva enucleata da Montalbano. Quantomeno esprime a chiare lettere ciò che ,per lui, è la genesi evolutiva del nuraghe legata a doppio filo con l' ipotesi legata all'aspetto socio-antropologico nuragico. Continuo invece a stupirmi,da profano, su certi post in cui ci si incaponisce con una verbosità che non contiene un ipotesi ricostruttiva ma unicamente la negazione di quelle formulate da altri interlocutori(partecipanti alla discussione o "emeriti" assenti).

    Tu( se posso permettermi il tu,altrimenti chiedo venia), replichi semplicemente che sono allineati astronominacamente(vedasi la Brabaciera) , il che è affermazione che si può tranquillamente condividere ma, almeno a miei occhi, non può essere elevata ad argomento ad excludentum per nessuna ipotesi relativa alla funzione e genesi dei nuraghi.Acceterei le tue notazioni sugli allineamenti astronomici se fossero corollario ad un concettuale più ampio riguardante la funzione dei nuraghi:invece non ti pronunci, limitandoti ad escludere (aprioristicamente)altre proposte ricostruttive.A dire, sono allineati astronomicamente non sono fortezze, non si spiega proprio un fico secco. A dire,sono allineati astronomicamente indi proiezione del cosmo sulla terra, si fà un affermazione interessante ma fine a sè stessa rispetto all' argomento in oggetto...
    Se archeoastronomia deve essere sia: ma che il fattore "archeo" sia semplicemente un suffisso e non un profilo fondamentale da considerare in primis in ogni valutazione interpretativa sugli aspetti funzionali del nuraghe,svuota di parecchi contenuti scientifici qualsivoglia conclusione si voglia fare assumendo come dato assorbente il solo allineamento, declassando altri importantissimi dati archeo.
    Vorrei inoltre ricordare quanto faticosa fù l' opera di Evans nel cercare di ricostruire con univocità gli aspetti funzionali del palazzo (reggia) di Cnosso a Creta....Alla fine di funzione univoca non rimase che l' ombra....

    Credo che i dati archeologici ci dicano tanto sulle attività praticate all' interno dei nuraghi. Che poi queste attività siano cessate o sostituite o sovrapposte con altre nella cronistoria di ogni singolo monumento preso in considerazione è dilemma arduo per chi si accinge a dare una ricostruzione verosimile sul divenire delle genti nuragiche.Mentre l' allineamento,se comprovato in toto, rimarebbe un dato costante e incontrovertibile seppur muto qualora non corroborato da informazioni che afferiscono l' archeologia pura.
    Un saluto

    Faulas

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  17. @ Mauro Peppino (..grazie per essersi firmato)

    Ponendo che l’ingresso fosse delle dimensioni di 1,15 m. x 1,70 m, sovrapponendo 7 blocchi in pietra della misura di 1,20 x 0,25 x 0,25 del peso ciascuno di 80 Kg, due persone erano in grado di sbarrare quell’angusta entrata in 2 minuti. Sarebbe stato poi sufficiente sistemare verticalmente dietro tali blocchi 2 assi in legno e puntellarle con dei tronchi tagliati ad hoc.

    Vedendo oggi come ''sos mastros de pedra'' maneggiano il granito, forse anche meno di 2 minuti.

    Saluti, Pisinéke

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  18. Bravo Pisinike,
    hai trovato la soluzione giusta per chiudere la tana!!

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  19. Bentornato caro Faulas,
    In primis una ipotesi della società nuragica deve partire dai dati e non viceversa. Ovviamente è vero che una volta partiti si procede anche per inerzia cioè l'ipotesi determina l'interpretazione del dato.
    In pratica i ragionamenti si intersecano entro circuiti virtuosi e viziosi (e questo vale per tutti).
    In Archelogia del Paesaggio Nuragico ho cercato di ribaltare il paradigma azzerando ogni ipotesi e provando a ripartire dal dato.

    Laner ha scritto ha più riprese che la teoria del nurgahe fortezza è madre di ogni sciocchezza! Condivido appieno!

    In altra stanza Pisinike mi chiede di dirgli, dato che (per lui) ci sono i guerrieri, dove sarebbero le fortezze.

    A Pisinike faccio notare che la città più guerriera della Grecia, Sparta, non aveva bisogno di mura protettive era la forza degli spartani che la difendevano.

    Non entro nel merito della presenza o meno dei guerrieri, non lo ritengo un argomento utile per discutere la funzione dei nuraghi.
    Infatti l'appartenenza dei nuraghi alla sfera del sacro non esclude la possibilità che quella nuragica fosse una società guerriera!

    Viceversa trovo assurdo pensare che gli angusti spazi dei nuraghi siano stati concepiti per ospitare guerrieri!

    Insomma, se analizziamo il nuraghe in se e per se, cercando (per quanto possibile) di non farci fuorviare dal modello di società nuragica che ognuno di noi ha in mente!

    Poi una volta compreso il nuraghe costruiamo il modello di società.

    L'analisi dovrebbe essere fatta secondo un procedimento diacronico e come scritto prima da Laner : proviamo a parlare delle motivazioni che hanno spinto i sardi a rompersi le palle e la testa per costruire,ORIGINARIAMENTE, i nuraghi.

    saluti

    Mauro Peppino

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  20. Mauro Peppino wrote:
    Bravo Pisinike,
    hai trovato la soluzione giusta per chiudere la tana!!

    Grazie Mauro Peppino, da quella tana, per ora ben protetta, tramite la scala elicoidale salgo sul terrazzo e avverto subito l’Armée che sta acquartierata al Polilobato.

    Naturalmente comunico che arrivino al più presto perché un esercito bellicoso di ''sommi sacerdoti'' sta cercando di espugnare la torre e ne rivendicano la proprietà.

    :-) Saluti, Pisinéke

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  21. Caro Pisinike,
    guarda che il mio assalto al fortino dove ti sei chiuso dentro era solo un diversivo!
    Nel mentre che i tuoi abbandonano la "grande fortezza" per accorrere in soccorso del fortino assediato il resto delle mie truppe occupa il "castello" che hai lasciato sguarnito!!
    e tieni pure conto che nel frattempo mi sono anche preso i beni (armenti) che queli del fortino hanno abbandonato per chiudersi (ops murarsi!) dentro.

    saluti

    mauro peppino

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  22. Mauro Peppino wrote:

    ''L'analisi dovrebbe essere fatta secondo un procedimento diacronico e come scritto prima da Laner : proviamo a parlare delle motivazioni che hanno spinto i sardi a rompersi le palle e la testa per costruire,ORIGINARIAMENTE, i nuraghi.''

    Sarà che vedo le cose sotto una diversa angolazione, ma pure nelle società antiche (come in quelle moderne) la soddisfazione dei bisogni primari (cibo, casa, sicurezza), strettamente legati alla sopravvivenza, avevano la loro priorità.

    Maslow diceva che la spiritualità era un bisogno superiore, e la sua realizzazione passava inevitabilmente dopo la soddisfazione dei bisogni fondamentali.

    Può darsi che i nuraghi, originariamente siano stati costruiti per soddisfare l’esigenza di protezione e di difesa, e che poi si siano evoluti anche per soddisfare una esigenza spirituale. ( ...i miei due cents...)

    Saluti, Pisinéke

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  23. Gentile Mauro

    Hai azzerato tutto e sei ripartito dal dato:l' allineamento astronomico.Ma allora sei rimasto a 0'5 visto che da quell' unico dato che hai sostanziato null' altro pare scaturire, se non la malcelata ipotesi di un popolo di sacerdoti impiegati nel continuo sussieguo alle entità celesti...e poi??? Nel dato astronomico,fatto di allineamenti, il sistema nuragico è una vera matrioska: un insieme dei nuraghi è specchio del cosmo, un nuraghe e allineato con un solstizio,dentro il nuraghe una torre( specie la più antica) è dotata di feritoie per far penetrare il sole in determinati eventi calendariali,che ,a ben guardare l' insieme dei nuraghi prima citati, è già un dato ricavabile(son stati costruiti per questo ..dici?).
    E la chiosa del tuo post:"proviamo a parlare delle motivazioni che hanno spinto i sardi a rompersi le palle e la testa per costruire,ORIGINARIAMENTE, i nuraghi"...parliamone!!!! Dimmi tu che ipotesi hai.Io l' ho già espressa..manca solo la tua a ben vedere!

    Quando alla chiusura dell' ingresso del nuraghe:lastra di pietra,stipiti ricavati nella porta per fissare i pali che assicuravano la chiusura:cit Taramelli,Spano, in numerosi nuraghi.
    Sia inteso il nuraghe non può essere fortezza strictu sensu, ma all' occorrenza e nella contingenza poteva assumerne i connotati.Alcuni hanno pozzi,altri silos,in alcuni si praticava metallurgia,in quasi tutti attività tessile,alcuni custodivano tesoretti di armi e pani di metallo,e nella stragrande maggioranza si consumavano pasti. Qualche nuraghe conserva spazi univocamente rituali ma in moltissimi non v'è traccia di ambienti ad hoc.Consideriamo tutte queste informazioni empiriche,che rimangono tali con o senza allineamento stellare.

    Saluti

    Faulas

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  24. @ Mauro e Faulas
    Mauro dice:
    "Infatti l'appartenenza dei nuraghi alla sfera del sacro non esclude la possibilità che quella nuragica fosse una società guerriera!"
    Finalmente. è la prima volta che te lo sento dire e ciò mi fa piacere. Per il resto quoto il resto del tuo intervento, ma non posso neppure non quotare anche quello di Faulas, è infatti una premessa di metodo o di apporoccio condivisibile.
    Il problema è appunto cosa farne del dato archeoastrnomico se tutto il resto "tace", se lo si usa male, in modo simbolico e da qui calando una cortina simbolica all'intero nuraghe si rischia di far torto sia all'allineamento che al nuraghe in sè..

    come dicevo agli esordi di questo blog bisogna dotarsi di binari per usare il simbolismo e anche il Mito sennò si deraglia

    dato che non ho da contraddirvi in nulla potrei aggiungere qualcosa a quanto dice Mauro:

    nsomma, se analizziamo il nuraghe in se e per se, cercando (per quanto possibile) di non farci fuorviare dal modello di società nuragica che ognuno di noi ha in mente!
    Poi una volta compreso il nuraghe costruiamo il modello di società

    perfetto, ma quale società?

    quella di Sa turricula? siam sicuri di dover limitare a questa facies la comprensione dei fenomeni sociali che portarono al nuragico?

    Qualcuno, leggo ogni tanto, sogna di retrodatare i nuraghi all'eneolitico più risalente se non di più.
    non credo che nei monotorre verrà trovata traccia di ceramica più antica di quella de Sa turricula. però uno spiraglio per i nuraghi a bastione sussiste ancora. Ma questa ceramica più risalente non sarebbe altro che la Bonnannaro A2 o anche a1.
    Se la memoria m'aiuta è proprio Serri (od in un altro santuario)che si rinvenne ceramica bonnannaro.

    per cui, per avere le giuste premesse di partenza dovremmo analizzare il c.d. epicampaniforme, nella speranza che se anche nulla da tale analisi fuoriesca per spiegare la peculiarità del fenomeno nuraghe, esa ci fornica le dande per interpretare la succesiva società che lo generò.

    RispondiElimina
  25. Mauro Peppino wrote:

    ''Caro Pisinike,
    guarda che il mio assalto al fortino dove ti sei chiuso dentro era solo un diversivo!
    Nel mentre che i tuoi abbandonano la "grande fortezza" per accorrere in soccorso del fortino assediato il resto delle mie truppe occupa il "castello" che hai lasciato sguarnito!!
    e tieni pure conto che nel frattempo mi sono anche preso i beni (armenti) che queli del fortino hanno abbandonato per chiudersi (ops murarsi!) dentro.''

    Eh..Eh..Ehe…!!!, vi abbiamo visto arrivare da lontano e vi abbiamo già contato senza che neanche te ne acorgeste. Nel mentre abbiamo radunato ’’sa robba’’ che è stata sistemata nell’ampia tholos al pianterreno; (su tale stanza, tu non lo sai, abbiamo sistemato un soppalco con relativa rampa, per sistemare più animali possibile). Al quartiere generale del Polilobato, siamo usi non sguarnire mai la fortezza e sappi che il comandante ha avvertito dell’incursione il Polilobato più vicino (…ossia quello comandato dal cognato !!)

    :-) saluti Pisinéke

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  26. Caro Pisinike,
    quando dici che avete sistemato gli animnali nel soppalco cosa intendi con precisione? li avete ammucchiati vivi o morti?

    saluti

    PS: se intendi vivi, dammi l'indirizzo di casa tua, che mando un'ambulanza a prenderti :-)

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  27. @ Faulas,
    scusa alla domanda che poni non è possibile rispondere con un semplice commento , ti devo rimandare alla lettura di Archeolgia del Paesaggio Nuragico.

    @ Dedalo,

    guarda che nel libro appena citato ho valutato anche l'ipotesi di uno chiefdom teocratico, ma poi ho ritenuto che il mondo nuragico è meglio inquadrabile in un sistema egualitario tribale. Infine ho sempre detto che nell'interpretare il nuraghe , bisogna osservare come è fatto (compresi gli angusti spazi interni (ovviamente non posso impedire a quelli come Pisinike di mettere le mucche nel soppalco!)), e non la presenza o meno di guerrieri nella società.

    saluti

    mauro

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  28. @ Mauro
    Sei tu che hai voluto iniziare a far volare l’immaginazione, e ora vuoi chiamare l’ambulanza per quanti usano la fantasia al tuo pari. A questo punto su tale ambulanza dovrebbe esserci posto anche per te!

    Comunque, visto che ci siamo ;-) , a riguardo de ‘’sa robba’’, pur di non farla mangiare dai sommi sacerdoti, abbiamo preferito radunare sotto il soppalco quelli vivi e sopra quelli morti. E tu, visto che il tuo diversivo è andato fallito, come sei riuscito a salvarti la pelle? ;-)

    A parte tutto,ritornando seri, si è sicuri che non esistono evidenze che i soppalchi non siano mai stati usati? Mi risulta che a Is Paras il centro della della camera voltata è occupato da un pozzo, mentre su una parete, in posizione sopraelevata, si trova l'accesso del vano scala. Molto probabilmente si raggiungeva tale accesso tramite una struttura soppalcata fornita di una rampa o di una scala. O mi ricordo male?

    Saluti, Pisinéke

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  29. Cari Pisinèke e Mauro,
    vi manca un dato fondamentale: tutti i nuraghe hanno un passaggio segreto che conduce dalla cisterna verso l'esterno, dove è, di norma, sistemata una cassa con esplosivi e freccette per colpire il nemico alle spalle.

    Per ciò che riguarda le strutture...possiamo proporre che i nuraghe sono espressione di una tecnica costruttiva con determinati materiali che poteva essere utilizzata a seconda delle necessità? Chi vieta di pensare che qualche nuragico ha chiuso con delle pietre la sua capanna e poi la "moda" si sia diffusa?
    P.S. se cazzeggiate voi, posso farlo anche io.

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  30. @ Pisilike,

    sostenere che facevano entrare gli animali dentro il nuraghe e che addirittura li facevano salire nel soppalco non è immaginazione creativa è pura fantasia!
    Buono il tema dei presunti soppalchi, merita un post ad hoc, ci vuoi pensare tu?

    Ora torniamo al topic di questo, gli ingressi dei nuraghi. seconto Pisinike venivano murati, secondo Faulas manovravano una colossale lastra di pietra, secondo me avete visto troppi fumetti di Hanna&Barbera!!

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  31. Invece di scomodare sempre Hanna@Barbera, perchè non esponi tu una idea a riguardo!

    E se la mia ti sembra impraticabile, perche non mi dimostri il perchè!!

    Pisinéke

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  32. @ Pisinike,
    sei tu che vuoi mettere porte dove non c'è nessun segno di sistemi di chiusura, e penso che il post di Mannoni sia chiaro, l'hai letto?

    @ Pierluigi,
    sei più divertente quando fai il serio! :-)

    RispondiElimina
  33. Riporto quanto ho scritto precedentemente:

    ...Ponendo che l’ingresso fosse delle dimensioni di 1,15 m. x 1,70 m, sovrapponendo 7 blocchi in pietra della misura di 1,20 x 0,25 x 0,25 del peso ciascuno di 80 Kg, due persone erano in grado di sbarrare quell’angusta entrata in 2 minuti. Sarebbe stato poi sufficiente sistemare verticalmente dietro tali blocchi 2 assi in legno e puntellarle con dei tronchi tagliati ad hoc. Vedendo oggi come ''sos mastros de pedra'' maneggiano il granito, forse anche meno di 2 minuti.....

    Non vedo perchè tale sistema fosse impraticabile. Lo si poteva usare solo in eventi particolari di difesa, altrimenti l'ingresso poteva restare aperto, o chiuso tramite una leggera porta in legno priva di cardini. Ma se volevo impedire l'accesso alla torre in caso di attacco nemico, potevo sbarrarlo tranquillamente in questo modo. Perchè no?

    Pisinéke

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  34. beh Caro Pisinike,
    se lei mi dimostra che in due minuti riesce a murare l'ingresso di un nuraghe, promuovo la sua tesi! a quando la dimostrazione?

    Mi tolga un curiosità: secondo lei l'ingresso lo muravano ogni sera prima di andare a coricarsi?

    Beniteso sul fatto che se lei riuscisse a dimostrare di essere in grado di chiudere (ops murare!!) l'ingresso in due minuti, prima di convincermi a prendere in seria considerazione l'idea del nurgahe fortezza dovrebbe anche riuscire a far salire le vacce sopra il presunto soppalco!!

    con simpatia

    Mauro Peppino

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  35. @ Mauro Peppino
    Supponendo che l’ingresso di un nuraghe abbia la misura di 1,15 x 1,70, e supponendo di utilizzare il granito come pietra , possiamo facilmente calcolare il peso dei blocchi necessari ( 9 ) ognuno delle dimensioni di 1,20m x 0,20m x 0,20m.

    Il valore della densità in Kg/m3 del granito è di 2,500 (dato facilmente riscontrabile). Un blocco di granito di tali dimensioni (1,20m x 0,20m x 0,20m) ha un volume di 0,048m3; moltiplicando 0,048 m3 x 2500 (valore della densità del granito kg/m3) si hanno 120 Kg.

    Due persone giovani sono in grado di sollevare tale peso anche ad una altezza di 1,60/1,70m. Otto blocchi di tale peso, preventivamente sistemati verticalmente vicino agli stipiti, 4 da una parte e 4 dall’altra, sono perciò facilmente sovrapponibili uno sull’altro (un blocco poteva essere sistemato permanentemente a formare un gradino). Sarebbe stato sufficiente poi sistemare verticalmente dietro tali blocchi 2 assi in legno puntellate con dei tronchi tagliati ad hoc...e di sicuro l’ingresso al nuraghe sarebbe stato assai difficoltoso.

    Il topic del post riguarda l’ingresso dei nuraghe. Parlando seriamente e lasciando stare le vacche (altrimenti ha ragione Montalbano!), non puoi dirmi che tale sistema non fosse praticabile. Nessuno poi obbligava i nuragici a chiudere quotidianamente la torre in questo modo, sarebbe stato assurdo. Ma noi stiamo parlando di bloccarne l’ingresso e di rendere una torre nuragica difficile da espugnare per un lasso di tempo che poteva variare da uno o due giorni, ossia il tempo necessario all’arrivo dei rinforzi.

    Saluti, Pisinéke

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  36. Certo Pisinike,
    non esiste spazio che non si possa occludere, per esempio pensando al Partenone si potrebbe pensare vi fossero delle paratie in legno foderate esternamente in bronzo. Ogni paratia di dimensione pari alla distanza tra due colonne, dunque 50 colonne, Dunque con 50 paratie unitamente ad un adeguato sistema di puntellamento ecco il Partenone trasformato in fortezza!!

    Certo Pisinike che uno può barricare ed ageguare a fortezza qualsiasi edificio, se ha necessità!

    Hai presente Montecassino, dopo che gli americani lo bombardarono i tedeschi lo utilizzarono come fortezza!!

    Del tuo ragionamento apprezzo il desiderio di misurare, mentre trovo erroneo il desiderio di voler mettere una porta dove non c'era (se mi smentisci chiederò venia!).
    Se anche tu dimostri che riesci a tirar su la chiusura che descrivi (in 5 minuti come vedi ti do anche più tempo), la tua proposta avrebbe bisogno di riscontri dove sono i blocchi che tu immagini che ci fossero ?
    La scienza si muove secondo precise coordinate talvolta una teoria scaturisce dall'intuizione e talvolta dall'induzione, la tua è una intuizione , ma per poter essere accettata ha bisogno di dati, trova le pietre di chiusura e la tua intuizione sarà quella giusta!
    Visto che oggi Faulas non si è fatto sentire deve essere andato a nuraghi a cercare le lastre di copertura fantasticate da Taramelli :-)
    Probabilmente Taramelli ha supposto (male) che qualche lasta di qualche tomba romano o medievale fosse la porta d'ingresso del nuraghe!!

    Se un archeologo avesse trovato i massi di cui parli invece di intuizione si sarebbe trattato di induzione.

    Caro Pisiniche i nuragici avevano una raffinata tecnologia costruttiva, se avessero voluto costruire fortezze le avrebbero fatte in modo assai più confacente.
    Infine visto che ti piace giocare coi numeri, perchè non provi a fare l'analisi degli spazi interni (io l'ho fatta in Archelogia del Paesaggio Nuragico), vediamo se concordiamo e poi confrontiamo, prova dunque a proporre un post sugli spazi interni di un nuraghe.

    saluti

    Mauro Peppino

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  37. Come mai al nuraghe Ponte in Dualchi, sti nuragici si sono impegnati a fare una sorta di battenti sul finestrone o accesso al primo piano ?
    La teoria militare poi mi sembra già morta da tempo, è imbarazzante il continuo chiamarla in causa.
    anonimar

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  38. @ anonimar
    se e per questo ve ne sono anche al pian terreno del Santa Barbara di Sindia, il problena è sapere chi li ha fatti e quale porta potevano reggere.
    Che la teoria militare sia morta da tempo é vero l'ha uccisa Pittau nel 1977, ma continua ad imperversare è una sorta di zombi teoretico che continua a fare danni culturali, dunque non trovo imbarazzante il tentativo di seppellirla come si deve.

    saluti

    mauro peppino

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  39. Rigiro un attimo la domanda agli esperti: le grotte, le domus, coronas ecc., che sappiate sono solitamente protette o i lastroni di chiusura ritrovati finora sono quantitativamente così irrilevanti da ipotizzare che permanessero aperte?

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  40. @alberto
    In alcune domus de janas è stato ritrovato un portello , dunque è verosimile che venissero chiuse.
    saluti

    mauro

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  41. Scusate mauro e Pisinike, ma vi state avvitando su una questione che porta ad un avvitamento e che forse non è risolutiva: l'assenza di porte certo non depone a favore della teoria Lilliana.
    Di contro si può escludere che esistessero porte in materiale dperibile e non più trovate? o anche macigni che i nuragici spostavano e rispostavano ?
    Ancora nessuno (mi pare) ha osservato per esempio, che tutti i portelli delle tombe dei giganti sono stati rimossi e non si trovano più.

    ma dopo aver riconosciuto ad entrambe le posizioni la rispettiva parte di ragione, v'è da dire che malgrado la presenza di una porta, i monotorre ed i polilobati continuerebbero ad essere estremamente irrazionali come fortilizi. Inoltre, nessuno finora ha proposto di esaminare quelle muraglie, disseminate un poco ovunque in Sardegna, le quali, dovrebbero essere al centro del discorso intorno alla funzione dei Nuraghi, infatti,

    Se anche i nuragici delmitavano con muraglie i siti su cui si arroccavano, com'è che gran parte dei villaggi e dei nuraghi intesi come fortezze ne sono privi?

    naturalmente quando tali muraglie circondano anche il villaggio od il nuraghe (per coerenza) si dovrà ammettere che essi siano villaggi e nuraghi fortificati.

    Se volete vi propongo qualche esempio:

    se quest'ultimi si tralasciano troppo la discussione assume i connotati di uno scambio dialettico teoretico che respira solo grazie al botta e risposta in cui uno non la cede all'altro.

    RispondiElimina
  42. La teoria delle torri nuragiche ‘’monouso’’ lascia il tempo che trova. Pittau nel 1977 non ha ucciso un bel niente ma ha dato solo il suo contributo per cercare di capirne qualcosa in più su queste misteriose costruzioni.

    Il bisogno di sicurezza è un bisogno fondamentale dell’essere umano. E’ impensabile che le torri nuragiche, frutto di una lenta evoluzione, siano nate come risposta ad un bisogno di spiritualità, bisogno secondario e appagabile solamente quando quelli primari sono stati ampiamente soddisfatti (vedi Maslow). Le evidenze archeologiche fanno intendere che si viveva in una società bellicosa. Le capanne/pinnette nuragiche, per ovvie ragioni, non potevano soddisfare il bisogno di sicurezza. Togliendo al nuraghe la funzione di fortezza, rimane da capire dove e come allora si difendevano le genti nuragiche da un attacco esterno. Un uso polivalente delle torri è quella più plausibile.

    La funzione del terrazzo sulla sommità poi, è tutta da ben ponderare e gradirei gentilmente sapere che opinione ne hanno coloro che suggeriscono un utilizzo monouso del nuraghe.

    Non mi è chiaro il danno culturale che provoca l’asserire che le torri abbiano avuto un uso polivalente!!!

    Saluti, Pisinéke

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  43. Alessandro Mannoni4 settembre 2010 14:11

    @ Pisinike
    Che il bisogno di sicurezza, insieme agli altri necessari alla sopravvivenza, sia un bisogno primario da soddisfare prima di accedere a quelli superiori nella gerarchia piramidale dei bisogni lo aveva già riconosciuto, anche ben prima della psicologia moderna, lo stesso Aristotele, quando sosteneva che prima viene il vivere e poi il filosofare e che la filosofia (e l’astronomia) son nate quando i bisogni fondamentali erano in qualche misura soddisfatti. Ma dal riconoscere questo, che al limite può sembrare persino una banalità, al dimostrare che il bisogno di sicurezza viene soddisfatto solo quando una popolazione edifica delle fortezze e ne riempie il territorio ce ne corre! Altrimenti non avremmo avuto i meravigliosi dipinti delle grotte del Paleolitico europeo perché tali popolazioni non edificavano castelli. O forse non si erano ancora accorti di averne bisogno?
    I bisogni di sicurezza variano, o per meglio dire varia la percezione che di tale bisogno ha ogni differente popolazione, individuo o epoca: quel che noi riteniamo pericolo per qualcun altro, magari abituato a condizioni ben più dure della nostra, evidentemente non lo è! Altrimenti che dire di popolazioni guerriere e bellicose che non hanno mai fortificato un bel nulla (vedi pellerossa, Masai, mongoli, germani etc.)?
    Alessandro Mannoni

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  44. Penso che solo quando si disporranno di statistiche ampie sull'insieme dei nuraghe si potrà dire non dico a cosa servissero, ma a cosa non servissero. Riguardo le chiusure: una protezione a mò di porta potrebbe esser stata richiesta, non solo per evitare eventuali invasioni (di cui si discute) ma anche per impedire l'accesso facile a beni e cose ivi riposti. Tuttavia e paradossalmente in una situazione di pace la copertura è meno richiesta che non in un eventuale periodo bellico. Un invasore che avesse visto il nuraghe sbarrato avrebbe d'acchito pensato che dentro c'era qualcosa e qualcuno, un ladro vedendolo aperto avrebbe pensato che era luogo irrilevante. Insomma se c'è una cassaforte posso pensare che ci sia un tesoro, se non c'è posso pensare che le ricchezze sono altrove. Non a caso se non ricordo male, i famosi ripostigli spesso sono ATTORNO ai nuraghe e quasi mai dentro. Sbaglio?

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  45. @MPZ se posso consiglierei già di non citarla più, mi sembra un primo passo importante per seppellirla, altrimenti si rischia di perdere tempo nel volerla mettere in ridicolo, piuttosto che concentrarsi nel divulgare la propria di teoria.
    Per le porte e le finestre scusami ma avevo inteso che ci si stesse concentrando sulla loro totale non presenza, ora mi sembra che siamo d'accordo sul fatto che ci fossero.
    @Alessandro,non mi sembra che Pisinike sia totalmente per la teoria taramel-lilliana.
    anonimar

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  46. ...pongo qualche domanda da semplice curioso e profano dell'argomento!Chi parla di nuraghi fortezza ne parla in termini di struttura "difensiva" e inoltre il sig.Montalbano afferma che "tutti i nuraghe hanno un passaggio segreto che conduce dalla cisterna verso l'esterno, dove è, di norma, sistemata una cassa con esplosivi e freccette per colpire il nemico alle spalle"...mi pongo questa domanda...chi sarebbero dunque gli "offensivi"? Da queste considerazioni dovrei dedurne che potevano essere solo un popolo proveniente dall' "esterno" e per di più ignaro della tecnica militare e costruttiva nuragica. Se ogni "tribù/chiedfom" nuragica costruiva i nuraghi, ovvero usava la stessa tecnica costruttiva, stessa (o quasi) tipologia, stessi stratagemmi dfensivi e addirittura stessi spazi segreti, devo anche dedurne che, di questo sistema di difesa, le altre tribù nuragiche necessariamente ne conoscevano sia i punti di forza che i punti deboli ...Insomma, se tutti si difendono allo stesso modo, allora questi nuragici "offensivi" non dovrebbero anche già sapere per esempio che, entrando nel nuraghe, nella (presunta) "garitta" troveranno a colpirlo un guerriero?Questi spazi segreti sarebbero poi così segreti? Perdonate l'ingenuità, è vero che non è da porsi in maniera così semplicistica ed è facile forse trovare risposte...ma mi pare che non c'è via d'uscita né se si parte dalla presunta organizzazione sociale per approdare alla funzione del nuraghe né viceversa...
    Non è poi forse vero che, se esiste un "bisogno" di protezione, non necessariamente deve essere esclusivamente in risposta da attacchi umani visto che anche la Natura, benevola e malevola al contempo, riservava tantissime sfide (e prima di Aristotele)? e queste non avevano altrettanto bisogno di essere "separate" ("sacro" questo vuole anche dire). Radunare e separare non sono esclusivamente bisogni militari...un temenos è un recinto sacro.....ma poi Cnosso perchè non aveva mura difensive? Non era per la sua talassocrazia marinara?...così scrivono i libri di scuola...solo domande da curioso!!!

    Icaro

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  47. Mi perdoni Icaro, scherzavo quando parlavo di esplosivi e freccette. Era un post ironico che seguiva altri post nei quali si scherzava, e mi scuso con lei e con chiunque abbia preso sul serio quella affermazione.
    Per quanto riguarda il sistema di difesa nuragico il discorso, in realtà, è complicato e delicato.
    In caso di aggressione armata da parte di uno sparuto gruppo di banditi, una torre nuragica isolata, priva della possibilità di comunicare con l'esterno (ossia verso un'altra torre) ha i giorni contati. Più difficile penetrare entro la linea difensiva costituita da un sistema di nuraghe collegati strategicamente. La capacità di resistenza di un sistema nuragico è costituita proprio dalla collaborazione fra torri "amiche". Nel periodo nuragico i villaggi erano costituiti da poche capanne e certamente i villaggi si trovavano all'interno di linee difensive immaginarie (sarebbe stato troppo oneroso recintare con mura un territorio così vasto. Il sistema proposto da Ugas, e condiviso da altri studiosi (ma osteggiato da qualche ricercatore), spiega come in un determinato territorio si sviluppava una società. Considera i nuraghe a più torri, con recinto esterno, delle vere e proprie residenze di capi o re, subordinati ai quali ci sono altre torri nuragiche più piccole sparse nel territorio (ma collegate visivamente fra loro). Ai confini estremi del territorio ci sono altre torri, considerate di avvistamento e controllo. Ma questo sistema non è detto che sia militarmente gestito in ogni periodo. Le guerre sono sporadiche e di poco conto (Ugas parla prevalentemente di screzi fra clan rivali) e nell'isola regna la pace. Solo nei confini (ad esempio lungo il Tirso), dove le popolazioni si contendono zone importanti come quelle minerarie, si può pensare a torri organizzate strategicamente.
    E' un discorso lungo, le consiglio la lettura di qualche testo.

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  48. A volte i nemici sono immaginari, o non arrivano mai. (vedi Deserto dei Tartari)

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  49. Caro Mauro

    Le tracce di stipiti per la porta d' ingresso sono una realtà in innumerevoli nuraghi.Le porte potevano essere in legno o pietra. Una lastra di pietra proprio all' ingresso del Seruci(non ingresso principale) fà tuttora bella mostra di sè in situ:mostra addirittura segni di scalpellatura onde adattarsi all' ingresso che doveva chiudere.La cornice interna della soglia mostra 2 serie di stipiti su entrambi i lati.....poi non sò che dirti. Taramelli ben conosceva quanto era romano preromano:granchi del genere nn li ha di sicuro presi.E comunque,proprio per chi asserisce che nel nuraghe(complesso) possa scorgersi una funzione templare, ricordo che in tutti templi storici accanto a zone per gli oranti, vi erano sempre zone interdette ai non adepti....munite di portelli. Ribadisco l' inutilità di confronti con strutture la cui vocazione templare genetica è dato assodato( il Partenone paradosso di Zedda!!!),mentre per la primigenia funzione del nuraghe si è ancora allo stadio delle negazioni a oltranza senza che nessuna affermazione reale e suffragabile, si possa fare.Chi e perchè costrui il Partenone ci è noto; la sua funzione si rispecchia nell' architettura e nelle opere scultoree ,come i bassorilievi magnifici conservati al British Museum(scippati);è ribadita da fonti storiche attendibili di tutte le epoche.Poi lo possiamo chiudere e far diventare fortezza...ma rimane sempre un tempio riattato!! Sui nuraghi(complessi) mi pongo sempre le stesse domande:garritte,antemurali,nicchioni agli ingressi,bastioni rinforzati:il luogo doveva essere reso sicuro! Perchè??? E perchè rendere complesso "quel nuraghe" piuttosto che uno attiguo e magari con struttura più poderosa?Sembra trasparire una necessità forte,contingente, tassativa a cui dare immediato rimedio sviluppando gli strumenti di un architettura praticata con piena cognizione, con nuove soluzioni ed espedienti. Non credo la ragione vada ricercata nei cieli.Non credo neppure nella casualità delle valutazioni fatte dai nuragici in proposito.

    Saluti

    Faulas

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  50. I ragionamenti di Faulas sono quelli che più condivido.
    Dal momento che le aggressioni e le razzie a quei tempi - non solo, anche oggi (magari legalizzate)- erano all'ordine del giorno, immaginare i nuraghi come, non dico necessariamente fortezze, ma dei luoghi di rifugio e difesa è una teoria più che plausibile.
    Agli occhi smaliziati di un osservatore moderno i nuraghi monotorre appaiono costruiti ingenuamente se si pensa che fossero costruiti per la difesa, ma avete mai pensato che fossero concepiti in modo idiota? Quante idiozie edilizie vediamo al giorno d'oggi progettate da geometri, ingegneri e architetti?...parecchie .
    I nuraghi complessi stanno a dimostrare l'evoluzione della teoria difensiva. Da chi?
    Dai nuragici stessi. Guardiamo ai sardi odierni: Diffedenti, disuniti e ostili tra loro così come allora.
    Non dobbiamo pensare a grandi eserciti che attaccavano dei monotorre isolati, ma a piccoli gruppi di ladruncoli allo sbando, in questo caso i monotorre erano più che efficaci. Avanposti in difesa di comuni ladri. Semplice, non c'è bisogno di pensare a società complesse ed evolute. Le bizzarrie sociali sono osservabili in tutti i popoli primitivi che sopravvivono anche nel 21 secolo.
    F. M.
    A pensarci bene anche nella società moderna.

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  51. @ Pierluigi Montalbano
    Grazie della sua risposta sig. Montalbano...posso approfittarne per chiederle gentilmente di indicarmi qualche testo di riferimento su questo tema?
    Approfitto però di questo spazio per chiederle (in anticipo sulle possibili letture)...su quali principi e dati, è possibile basare la ricostruzione che delineato?

    La ringrazio anticipatamente
    Saluti

    icaro

    RispondiElimina
  52. ...caro F.M.
    oggi le idiozie di geometri, ingengeri e architetti sono sicuramente numerose ma certamente dovrebbe considerare il fatto che "costruire" oggi, è di gran lunga più semplice di allora (tecnologicamente e psicologicamente)...quei sardi "disuniti" hanno costruito e diffuso in tutta l'isola un sistema costruttivo (precursore di ogni volta romana, che i greci non conoscevano)e un modello tipologico prima che un edificio...e costruirlo non era certo roba da pochi mesi e richiedeva una "organizzazione di cantiere"...e tutto questo sarebbe per piccoli gruppi di ladruncoli allo sbando? ha ragione, sarebbe al quanto bizzarro...

    icaro

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  53. @ Icaro

    Purtroppo la ricerca è ancora molto indietro e per il periodo in argomento possiamo solo proporre ipotesi e provare a verificarle. Nessuno ha la verità in tasca ma alcuni testi che aiutano a formare una coscienza critica sono i 3 seguenti:

    - Lilliu, G. La Civiltà Nuragica, Sassari - Delfino editore - 1982
    - Melis, P. Civiltà Nuragica. Sassari - Delfino editore - 2003
    Ambedue facilmente scaricabili gratuitamente in rete.

    Per l'ipotesi di società gerarchica e di fortezze:
    - Ugas, L'Alba dei Nuraghe, Cagliari, Fabula, 2006

    Credo che la lettura di questi tre testi sia una buona base, ma le consiglio di spogliare la mente di tutti i preconcetti che la società moderna costruisce. In antichità si viveva diversamente, e non è detto che oggi attraversiamo un buon periodo. Siamo solo più comodi, ma alla lunga potrebbe rivelarsi dannoso.

    RispondiElimina
  54. Se mi è concesso, per formare una coscienza critica, aggiungerei ai titoli indicati da Montalbano:
    Il nuragico arcaico e il nuraghe Orgono - Giacobbe Manca
    Il racconto dei nuraghi - Film Dvd su Sardegna Antica 31 - Giacobbe Manca
    Accabadora Tecnologia delle costruzioni nuragiche - Franco Laner
    La Sardegna nuragica - Massimo Pittau
    Ci metto anche un sunto del pensiero nuragico Lilliano rivisitato con
    Sardegna Nuragica - G.Lilliu 2009 Appunti di Archeologia
    anonimar

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  55. @ Pierluigi Montalbano

    ...ahimé, comodità a parte, non credo affatto che stiamo poi così bene...La ringrazio per i testi ma anche, e sopratutto, per il consiglio...per fortuna faccio un mestiere che mi "obbliga" a spogliare la mente dai preconcetti! :)
    La ringrazio ancora...buona ricerca!
    Saluti

    Icaro

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